La Casa di Leda, prima casa protetta per madri detenute con bambini, cerca volontari

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Si cercano volontari per sostenere le attività della casa protetta Casa di Leda, dove sono ospitati bambini figli di detenute, poche ore al giorno per partecipare ad un’azione sociale di grande spessore umano e culturale.

A cinque anni dalla legge 62/2011 e a quattro anni dal decreto 8 marzo 2013, grazie all’impegno profuso dal Comune di Roma, sia dall’assessore ai servizi sociali della Giunta Marino on. Francesca Danese, sia dall’attuale amministrazione (in particolare dall’ex Vice Sindaco, Daniele Frongia, e dall’assessore alla Persona, Scuola e Comunità solidale, Laura Baldassarre, è nata la prima casa protetta in Italia per accogliere genitori detenuti con figli da 0 a 10 anni posti agli arresti domiciliari o in pene alternative al carcere.

Nella casa, sono ospitate donne, con bambini da 0 a 10 anni, prive di risorse alloggiative, economiche e relazionali che in regime di espiazione di pena possono accedere ai benefici previsti dalle leggi Finocchiaro e Simeone oltre quelli previsti dall’O.P. e della Legge 21/04/2011 n. 62.

La nostra attenzione si rivolge ad una tipologia di utenti che al di là delle singole vicende biografiche e, nonostante l’esperienza della detenzione, abbiano mantenuto e/o recuperato una capacità genitoriale positiva e siano fortemente motivati a mantenere una relazione di cura e sostegno ai propri figli. Spesso di tratta di donne autrici di reati minori: traffico di droga, scippi, furti in appartamento, prostituzione, ecc., commessi per accrescere il benessere economico proprio e dei propri cari o perché costrette dalla propria cultura sociale.

La casa protetta, grazie alla presenza di educatori e operatori, offre agli ospiti il sostegno emotivo e concreto di cui hanno bisogno per sentirsi riconfermati nel loro ruolo di genitore. Il bambino ha così la possibilità di continuare il rapporto privilegiato con il genitore fondamentale per la sua crescita psico-fisica.

L’intervento educativo rientra nelle possibili risposte orientate alla tutela del minore e al sostegno del genitore, come forma di aiuto socio-assistenziale-educativo per singole situazioni di disagio.

Chi vuole candidarsi come volontario, può contattare il responsabile del servizio Lillo Di Mauro al numero 333.4881097.

Obiettivi

  • Prevenire e salvaguardare la salute psico-fisica del/della bambino/a;
  • Promuovere l’autostima personale della/del madre/padre;
  • Promuovere l’autonomia psico-fisico-economica del genitore;
  • Recupero della vita relazionale madre/padre-figlio;
  • Recupero dello smembramento famigliare;
  • Reinserimento sociale del nucleo madre/figlio e padre dove c’è;
  • Inserimento scolastico del/della bambino/a nei nidi comunali;
  • Formazione e inserimento lavorativo del genitore;
  • Prevenire il ritorno nei circuiti devianti.

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Articolo scritto da: Cooperativa Cecilia

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